Giorno della memoria. Sport e dialogo: un calcio al razzismo

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Giorno della memoria: no al razzismo negli stadi

Intraprendere una lotta serrata contro il razzismo e l’antisemitismo negli stadi. È l’invito  rivolto dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane alle società calcistiche e alle istituzioni sportive che questo pomeriggio prenderanno parte, nella sede del Centro Bibliografico UCEI, all’evento “Un calcio al razzismo”.

Non solo una promessa. I presenti, a poco più di una settimana dal Giorno della Memoria, saranno infatti chiamati a firmare anche il “Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport” realizzato dall’associazione Parole O_Stili.

A raccontarci da dove è nata l’idea dell’evento, nella puntata di oggi di Radiopiù Sport, la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni.

Giorno della memoria: la potenzialità dello sport

«L’idea era quella, proprio anche in occasione di questo mese particolare e del Giorno della memoria, di focalizzarci su un tema che tutti noi percepiamo come emergenza e che soprattutto nel mondo del calcio trova molto sfogo e molta presenza. Assistiamo a diversi episodi di razzismo in continuazione su diversi campi».

Il fenomeno deve essere preso in considerazione in tutto l’ambito sportivo, «ma sappiamo quanto il calcio fa parte della nostra cultura quotidiana, familiare, di tutti gli amici».

Ecco, lo sport quindi può diventare veicolo di messaggi positivi…

giorno della memoria, calcio«Lo sport ha una potenzialità immensa ed è bene che si trovino soluzioni anche in questo ambito. I temi del razzismo, delle tifoserie, delle responsabilità delle società calcistiche, di quanto e come possano intervenire con diversi regolamenti le federazioni a livello nazionale e internazionale … non sono temi nuovi.

Sono temi annosi sui quali si torna e si ritorna e sembra che non ci sia mai in realtà una risposta precisa e concreta e noi dobbiamo riuscire a districarci in questa maglia di vincoli e realizzare un percorso che dia un tono totalmente diverso.

Quindi il calcio come qualsiasi altro sport deve essere vissuto come un qualcosa che arricchisce, fa gioire, dà emozioni (e che siano emozioni positive!) e non luogo di sfogo delle peggiori espressioni di odio che esistono nella nostra società».

Non solo memoria ma dialogo. Oggi si celebra tra l’altro anche Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra Cattolici ed Ebrei. Il dialogo è la parola chiave, il perno, attorno a cui ruotano gli eventi in occasione del 27 gennaio…

«Proprio questa parola dialogo va tradotta in fatti, in vita quotidiana. È giorno della memoria, razzismoestremamente ovvia e banale nelle capacità di convivenza. Ma per arrivare a questa ovvietà dobbiamo ancora fare degli sforzi anche come istituzioni e creare la cornice all’interno della quale si può svolgere questa convivenza sia sul campo sportivo o nelle nostre case o nelle aule scolastiche o in qualsiasi altra sede».

Nella giornata di oggi «insieme a tutte le rappresentanze, le voci del mondo del calcio, l’idea era di aggiungere a questa elaborazione, una specifica sul mondo del calcio. C’è una responsabilità dei calciatori stessi che potrebbero essere protagonisti in positivo di questo tema e di questo appello».

Ascolta l’intervista alla presidente dell’Ucei Noemi Di Segni:

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