La Caritas di Roma attiva il Piano freddo diocesano

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Da lunedì 17 dicembre la Caritas di Roma attiverà il Piano freddo diocesano in collaborazione con le parrocchie del’Urbe. Attività di accoglienza straordinaria, formazione per i volontari, sensibilizzazione della cittadinanza e una campagna di comunicazione che avrà per tema “Come in cielo, così in strada” che si svilupperà fino ad aprile.

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La locandina del Piano freddo diocesano

Il Piano freddo prevede l’attivazione di 140 posti di accoglienza straordinaria per i senza dimora che si aggiungono ai 600 posti che la Caritas offre durante tutto l’anno in collaborazione con Roma Capitale.

Alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” di Ponte Casilino sarà aperto un centro di emergenza con 74 posti letto.

Saranno sette le comunità parrocchiali che metteranno a disposizione 66 posti per l’ospitalità (San Giulio, San Giustino, Sant’Agapito, San Giovanni Battista De Rossi, Santa Maria Addolorata, San Giuseppe al Trionfale, Ognissanti). Altre dieci parrocchie saranno attive con gruppi di volontari a sostegno di centri di accoglienza (San Giovanni Maria Vianney, San Barnaba, SS. Sacramento a Tor de Schiavi, San Ponziano, Sacri Cuori di Gesù e Maria, Santa Maria Regina Pacis a Monteverde, Santi Marcellino e Pietro a Duas Lauros, San Luca Evangelista, San Stanislao, Sant’Ippolito).

Nelle prossime settimane, dopo il periodo delle feste, altre comunità aderiranno al Piano freddo.

Verrà inoltre intensificato il Servizio Notturno Itinerante con diverse équipe di operatori e volontari che, a partire dalle ore 20, ogni sera andranno a presidiare le zone in cui i senza dimora rischiano di rimanere isolati ed emarginati.

La Caritas attiva inoltre un centralino telefonico al numero 06.88815201 e la casella email servizioitinerante@caritasroma.it a disposizione di chiunque intenda segnalare situazioni di particolare disagio e grave emarginazione su cui intervenire.

Sempre per far fronte alle maggiori richieste che giungeranno nei prossimi mesi, la Caritas invita tutti i romani alla donazione di coperte e sacchi a pelo da distribuire alle persone in difficoltà. La raccolta avverrà presso l’ostello Don “Luigi Di Liegro” (via Marsala, 109), alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” (via Casilina vecchia, 19), al Centro di Accoglienza “Gabriele Castiglion” di Ostia (Lungomare Toascanelli, 176).

L’attività di accoglienza sarà affiancata da una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che ha per tema «Come in cielo così in terra» che si svilupperà sui social network, con eventi culturali e con percorsi di formazione per i volontari.

Domenica 16 dicembre, terza del tempo di Avvento, nelle chiese di Roma di celebrerà la Giornata della carità. La colletta delle Messe contribuirà a sostenere le iniziative del Piano Freddo.

«Nel cammino di Avvento e nel tempo di Natale invitiamo le comunità a compiere il cammino della strada perché si tratta di un luogo di evangelizzazione in cui è possibile incontrare Cristo. I Vangeli ci raccontano infatti che Gesù è sulla strada che si manifesta, qui incontra i poveri, compie i miracoli, che chiama a sé gli apostoli e in cui ambienta molte delle parabole. La strada è allora un ambiente privilegiato in cui indirizzare la pastorale delle nostre comunità. Varcare l’uscio delle nostre chiese, degli oratori e delle sale parrocchiali vuol dire però incontrare un’umanità sofferente». Così don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, presenta il Piano Freddo.

«Roma – spiega il direttore – è una città dove aumentano le disuguaglianze, in cui la società si sta disgregando e non trova valori da condividere e nella quale la politica allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni. Una comunità in cui aumentano le paure, l’indifferenza e l’individualismo ma dove non mancano anche significative esperienze di rinascita frutto soprattutto del mondo del volontariato. Sono 14mila le persone che vivono al limite della dignità umana, 8 mila quelle che trovano riparo in baracche, anfratti, sottopassaggi, sui marciapiedi, nelle piazze, nei parchi pubblici. Manca una progettazione sociale che parta dagli ultimi, da coloro che hanno più bisogno, da chi ogni giorno incontriamo in strada e che non siamo capaci di vedere. La comunità cristiana è chiamata a essere segno attraverso un’opera di testimonianza»

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