La Madonna dei pellegrini nel penultimo incontro di “Caravaggio tradito”

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La Madonna dei pellegrini: il penultimo incontro di Caravaggio tradito

Siamo nella prima cappella a sinistra della Basilica di la madonna dei pellegrini, caravaggio traditoSant’Agostino dove si offre agli occhi dello spettatore la Madonna di Loreto, conosciuta anche come la Madonna dei Pellegrini.

La vita quotidiana, la cura dei dettagli, la concretezza irrompono su una scena sacra: l’apparazione della Vergine.

Sarà proprio uno tra i dipinti del Merisi che più suscitò «schiamazzi», dicono i biografi del tempo, al centro, questa sera, del penultimo incontro di  “Caravaggio Tradito” a cura del Servizio per la Cultura e l’Università della Diocesi di Roma.

Ne discuterà, insieme al direttore monsignor Andrea Lonardo, il dottor Marco Pupillo, curatore presso il Museo Napoleonico di Roma e autore de La Santissima Trinità dei Pellegrini. Artisti e committenti al tempo di Caravaggio. 

La Madonna dei pellegrini: Caravaggio e Carracci a confronto

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La Madonna dei pellegrini – Caravaggio

Il dipinto, ci racconta proprio il dottor Pupillo, è stato «eseguito probabilmente nel 1605. Gli esperti discutono se è nella prima o nella seconda metà, ma è comunque un quadro della piena maturità degli anni romani di Caravaggio. Probabilmente è il suo soggetto religioso più significativo.

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Madonna di Loreto – Annibale Carracci

La grande capacità di Caravaggio è quella di rivoluzionare il tema sacro, cioè il pittore spesso si confronta con i temi tradizionali, in questo caso i desiderata della committenza erano che lui eseguisse una Madonna di Loreto, ma non la esegue nella maniera tradizionale.

Pensiamo che in quello stesso 1605, Annibale Carracci, altro grandissimo artista attivo a Roma, dipinge la Madonna di Loreto per la Cappella Madruzzo in Sant’Onofrio al Gianicolo nella maniera più tradizionale: cioè la Santa Casa di Loreto trasportata in volo dagli angeli, la Madonna seduta sul tetto con il bambino in braccio.

Caravaggio no. Caravaggio – precisa Pupillo – destruttura l’iconografia tradizionale. Realizza un’immagina di Maria che si affaccia sua una porta di una casa sbreccata, l’intonaco è un poco caduto e si vedono in evidenza i mattoni (riferimento all’interno della Santa Casa di Loreto). E Maria, sulla soglia di questa porta ,accoglie due pellegrini inginocchiati, devoti: un uomo di mezza età con la barba e con accanto una donna più anziana. Hanno un atteggiamento di preghiera, guardano con speranza alla figura di Maria».

I piedi sporchi del pellegrino

«L’elemento che ha più colpito la critica classicista del ‘600 sono i piedi sporchi del pellegrino che sono messi in evidenza. Anzi, proprio un critico importante come Giovan Pietro Bellori stigmatizza il quadro ricordando che “in Santo Agostino si offeriscono le sozzure de’piedi del Pellegrino., cosa che considera evidentemente molto sconveniente».

Pochi anni anni prima della realizzazione del quadro, nel 1600, c’era stato il Giubileo. Probabilmente Caravaggio aveva avuto modo di osservare molti pellegrini poveri giunti a Roma…

«Si, questa è una cosa che hanno detto in molti. Io lo collego di più con un pellegrinaggio la madonna dei pellegriniche il committente dell’opera, un bolognese trapiantato a Roma, Ermete Cavalletti, fa a Loreto nel 1602 proprio alla vigilia di una malattia che lo farà morire. Quindi è la sua ultima esperienza forte, umana e spirituale.

Al ritorno dal pellegrinaggio scrive un testamento in cui esprime la volontà di essere sepolto nella cappella in Sant’Agostino e che questa sia dedicata appunto alla Madonna di Loreto. In questo senso vorrei dire che i piedi sporchi del pellegrino non vogliono essere assolutamente una provocazione gratuita o una trasgressione deliberata del Caravaggio ma semplicemente documentano la realtà concreta dei piedi del pellegrino in quel momento.

Noi abbiamo delle testimonianze che il pellegrinaggio a Loreto si svolgeva a piedi scalzi. Cioè dall’ingresso nella città fino all’arrivo alla Santa Casa, che è inglobata dentro la Basilica di Loreto, i pellegrini dovevano togliere le scarpe.

Ascolta l’intervista integrale al dottor Marco Pupillo nella puntata di oggi di Tutte le strade:

Per saperne di più, appuntamento a questa sera alla Basilica di Sant’Agostino alle ore 20.15.

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