Libri e viaggi: “Giano specchio riflesso”

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Libri e viaggi: Renzo Ricci racconta il suo “Giano specchio riflesso”

Nella seconda puntata di “Parole in onda”, rubrica di approfondimento culturale a cura della parrocchia Santa Monica di Ostia, il giornalista Gianni Maritati intervista Renzo Ricci, autore di “Giano specchio riflesso” e tra i protagonisti dell’ultima Festa del Libro e della lettura di Ostia.

libri e viaggi, renzo ricciUn titolo eloquente. Al centro del romanzo infatti «la lotta tra il bene e il male e la metamorfosi dei personaggi principali che mutano come in uno specchio riflesso la loro immagine e il loro ruolo fino alla sorpresa finale».

Il romanzo, conclusione della trilogia «che nasce con “Sole a mezzanotte”, e prosegue con “Malefica discendenza”» è un thriller. Un viaggio, tra aneddoti, città e luoghi ricchi di storia.

Libri e viaggi: come in una visita guidata

Cosa ci puoi anticipare della trama?

«Poco, perché lavoro molto sull’intreccio, non posso svelare molto.  – racconta Ricci – Ma posso dire che tratto diversi argomenti, utilizzo gli omicidi per raccontare storie di vita, di libri e viaggistorici, religiosi.

Con i miei libri faccio fare un percorso al lettore nelle città europee e africane come una visita guidata.

Questo richiamo a Giano, che è la divinità bifronte, vuole significare che ognuno di noi è un po’ complesso? Bifronte? C’è il bene e il male in ognuno di noi?

«Assolutamente sì. Ognuno di noi ha la parte buona e cattiva, sta alla razionalità far emergere quella buona».

Libri e viaggi: alla scoperta delle città

Puoi citarci alcune città che vengono narrate nel romanzo?

«Nel secondo, “Malefiche discendenze”, parlo delle basiliche, che ho visitato personalmente, di Roma e di Istanbul. Una mia prerogativa è visitare i posti in cui ambiento le scene. (Le chiamo “scene” – rivela l’autore – perché le immagino come scene di un film).

libri e viaggi, giano specchio riflessoNell’ultimo libro è rappresentata Spalato, la Croazia, Budapest e Malindi. E poi Roma e il porto di Ostia, dove si conclude l’epopea».

Quindi tu vedi e racconti. Sei scrittore di cose che hai sperimentato sulla tua pelle…

Libri e viaggi, storie e curiosità

«Mi piace visitare il posto che poi racconterò e poi mi informo, racconto anche aneddoti storici. Come ad esempio la cronistoria sulla fortezza di Spalato».

Poi, nell’ultimo libro «c’è un pentagramma nella copertina perché parlo dell’intonazione del la, la nota musicale, per accordare gli strumenti musicali. Pochi sanno, ma i musicisti sì, è stata voluta dai nazisti. Poi parlerò delle case Lebensborn.

Quindi un romanzo emozionante, complesso e anche istruttivo…

«Sì, mi piace documentarmi e raccontare ciò che scopro».

Ascolta l’intervista a Renzo Ricci nella seconda puntata di “Parole in onda”:

Riascolta la puntata precedente

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