Racconti inglesi: il diario postumo di Luigi Genghi

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Racconti inglesi: il viaggio di Luigi Genghi

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Luigi Genghi

Nella puntata di oggi di Parole in onda, rubrica a cura della parrocchia Santa Monica, il giornalista Gianni Maritati intervista Luigi Genghi autore di Racconti inglesi, diario postumo, tra i protagonisti dell’ultima Festa del Libro e della lettura di Ostia.

Questa è una seconda edizione. Come mai?

«Siamo usciti con una seconda edizione con una nuova copertina molto più efficace a livello visivo in quanto rappresenta la bandiera dell’Union Jack, dell’Inghilterra, e riporta delle immagini di Londra. Poi è stato fatto un lavoro più accurato di editing che non era presente nella prima edizione.

Racconti inglesi: alla scoperta di sé

Che cosa racconta in queste pagine? 

Racconti inglesi «è un libro molto più che autobiografico. Sono i miei 20 anni trascorsi a Londra. Dopo il diploma preso all’istituto professionale linguistico, sono partito lasciando Ostia e la mia famiglia per questo meraviglioso viaggio allo scopo di concludere il mio percorso racconti inglesilinguistico».

Quali insegnamenti ne ha ricavato?

«Sono partito semi ragazzino e sono tornato uomo. In Inghilterra ho avuto il piacere di vivere bellissime esperienze sia lavorative, di rapporti umani, di visite di paesaggi, persone.

È stato il mio primo viaggio, ne sono seguiti altri lunghi. Mi ha formato come persona, mi ha trasmesso quello che realmente sono. Io ho questo spirito un nomade, apolide, sto bene nel mondo, sto bene con la gente».

Racconti inglesi: dalla poesia alla prosa

Lei è famoso soprattutto come poeta? Come mai questo passaggio alla prosa?

«È stata una cosa improvvisa. Circa un paio di anni fa passeggiavo sul lungomare di Ostia in inverno, in una giornata mite. Ho cominciato ricordare e a scrivere questo libro che sono riuscito a concludere in un anno e mezzo e a tirare su piano piano come un bambino piccolo».

Possiamo dire che quella è stata una prima esperienza di globalizzazione?

«Assolutamente sì».

Consiglierebbe ancora oggi ai giovani di andare a Londra, in Gran Bretagna?

«Sicuramente i tempi sono cambiati, parliamo del 1983…il grosso desiderio che è ho è quello di far entrare questo libro nelle scuole, negli istituti linguistici, negli ultimi due anni del percorso scolastico in cui i ragazzi si troveranno a fare delle scelte, a investire su loro stessi. Sì, per me partire, partire con coraggio e senza tanti agi, studiare, lavorare, sicuramente è una grande esperienza formativa».

Ascolta l’intervista a Luigi Genghi a cura di Gianni Maritati: 

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