Regione Lazio: 600mila euro per defibrillatori e formazione

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Regione Lazio: defibrillatori e tecniche salvavita

Dopo l’ok in commissione Bilancio, è stata approvata ieri in commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio la proposta di legge sulle “Disposizioni in materia di disostruzione delle vie aeree e della rianimazione cardiopolmonare con l’impiego del defibrillatore”.

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Foto Fb Marta Leonori 

Ammonta a 600mila euro lo stanziamento per la promozione delle tecniche salvavita, attraverso campagne di comunicazione e corsi di formazione e aggiornamento, l’acquisto e la manutenzione dei defibrillatori, nonché il finanziamento di appositi corsi di formazione per l’utilizzo degli stessi, nel biennio 2020-2021.

La legge, di iniziativa della consigliera Marta Leonori (Pd), è ora pronta per il voto definitivo dell’Aula.

Regione Lazio: la legge su iniziativa di Marta Leonori

«Votata all’unanimità, è il frutto di una mia proposta a cui è stata aggregata anche quella del consigliere Daniele Giannini della Legaregione lazioÈ la prima legge che ha questo tipo di impianto: cioè mette insieme tutte le tecniche salvavita e impegna la Regione a promuovere i corsi e la formazione degli operatori nonché dei cittadini» precisa la consigliera Marta Leonori.

«Avremo un piano annuale che stabilirà quali sono le priorità territoriali, dove installare i defibrillatori.

Per quanto riguarda l’altra parte, che è la promozione di tecniche salvavita, in particolare per la disostruzione (nel dettaglio pediatrica) delle vie aeree e per il primo soccorso, ci saranno una serie di associazioni accreditate dall’Ares 118» e dei corsi che potranno essere effettuati «in tutti i luoghi in cui c’è una frequentazione di bambini».

Il progetto anche nelle parrocchie

Quindi, il progetto potrebbe andare in porto nelle parrocchie? 

Il progetto della Regione Lazio «è pensato per le scuole, per i parchi, e, perché no, anche per le parrocchie. Ci saranno delle risorse che si dedicheranno all’organizzazione di questi corsi per la prevenzione. C’è una particolare attenzione per le attività sportive. Io ho fatto gli Scout, eravamo tantissimi bambini e ragazzi nei locali della

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parrocchia», aggiunge la consigliera evidenziando la difficoltà di insegnare tecniche salvavita a  tutti i formatori, i catechisti e a quanti si occupavano di attività sportive nei campetti etc.

«I corsi sono dedicati agli adulti. Questo è assolutamente l’obiettivo: formare più persone possibile, soprattutto quelle che sono a più stretto contatto con i bambini. E nelle parrocchie ce ne sono tante».

Regione Lazio: I due percorsi

Installazione dei defibrillatori e corsi di formazione. Come si coniugano le due cose? 

«In realtà sono due percorsi diversi. Uno è la collocazione dei defibrillatori (e lì ci sono già dei requisiti previsti da un decreto ministeriale) e il monitoraggio. Un canale a parte, con fondi a parte, (abbiamo 600mila euro e sono ripartiti pressapoco a metà), riguarda invece la promozione delle tecniche salvavita. Allora, non è detto che se uno non ha il defibrillatore non possa fare i corsi di formazione. Sono due cose regione lazio, defibrillatoreche possono andare insieme ma essere anche separate.

Quindi l’iter è: approviamo la legge, viene fatto il piano con tutti i requisiti per i formatori, e le indicazioni su dove vanno collocati i defibrillatori, a quel punto ci saranno degli avvisi pubblici per utilizzare le risorse per l’organizzazione dei corsi. E in quel caso, a mio avviso, le parrocchie dovrebbero proporsi insieme agli enti accreditati».

L’idea dal II municipio di Roma

La legge, racconta ancora Marta Leonori, trae spunto da un’esperienza territoriale romana: l'”Operazione Salvavita” nel II municipio.

Da alcuni anni, in particolare l’assessore alle Politiche educative, scolastiche e per la famiglia, edilizia scolastica, verde scolastico, politiche sportive scolastiche, Emanuele Gisci, ha dato il via a «questi corsi in diversi luoghi pubblici e ha formato gratuitamente oltre 5000 cittadini proprio per prevenire le morti che sono causate da una mancata conoscenza delle tecniche salvavita». Da qui l’idea di estendere la «buona pratica» in tutto il Lazio e di far fare «un salto di qualità anche alla Regione».

Ascolta l’intervista integrale alla consigliera Marta Leonori: 

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