Sport e salute: “Per comunicare non basta un click”

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Sport e salute: la corretta informazione

Sport e salute – In un mondo sempre più a portata di click diventa, paradossalmente, meno facile comunicare e trasmettere informazioni in modo esatto ed esaustivo. Le fake news, poi, e i luoghi comuni, soprattutto se si ha a che fare con la salute e la pratica sportiva, sono sempre in agguato.

sport e saluteÈ uno degli aspetti emerso questa mattina da Per comunicare non basta un click. Lo sport e la corretta informazione medico-scientifica incontro organizzato al Vicariato di Roma dall’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, dall’Unione stampa sportiva italiana e dall’Ordine dei giornalisti.

Ascolta la puntata di oggi di Radiopiù Sport: 

Sport e salute: Ricciardi, comunicare con umanità

Sport e salute. Come comportarsi dunque? Non fermarsi alla superficie, alla cronaca, ma scavare in profondità, comunicare entrando nel cuore dell’uomo, tenere conto del linguaggio dell’anima. È il suggerimento dato, a chi si occupa di comunicazione, dal vescovo Paolo Ricciardi, delegato del centro per la pastorale sanitaria del Vicariato di Roma.

«Quando si parla di comunicazione nel mondo di oggi siamo tutti in difficoltà. Tutti comunicano in realtà non comunica nessuno. Soprattutto per quanto riguarda la salute – ha precisato monsignor Ricciardi ai nostri microfoni – la malattia, il mondo dello sport, è necessario avere una corretta informazione. Avere qualcuno, un interlocutore che sappia che non si tratta solamente di un fisico, di un corpo, ma dell’interesse di una persona con un’anima, con uno spirito. Quanto fa il comunicare bene, il modo con cui si comunica, l’umanità con cui un medico o anche un giornalista racconta quello che è successo.

Di estrema importanza è poi il linguaggio sportivo. «Lo stesso San Paolo si paragona ad un atleta che deve conquistare un premio. O ancora teologi come lo stesso papa Benedetto ha utilizzato l’immagine dello sport per dire che l’uomo ha bisogno delle regole, di prendere sul serio il gioco. La gioiosità e le regole vanno di pari passo per vivere bene e anticipare la beatitudine eterna».

Sport e salute: medici e mass media

Sport e salute. «È importante comprendere per conoscere, conoscere per decidere», è ancora il messaggio sport e salutelanciato da Gianni Bondini, stella d’oro al merito sportivo del Coni.

«È necessario implementare la comunicazione tra medici-mass media», e verificare le fonti hanno sottolineato Marzia Duse e Lucia Leonardi del dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria infantile della Sapienza di Roma, che, soffermandosi sul tema delle vaccinazioni hanno messo in evidenza come «ricorrere all’obbligatorietà (del vaccino, Ndr) ha segnato una sconfitta della comunicazione, la quale deve fornire messaggi chiari, anziché interpretare i dubbi».

Sport e salute: Maffei, “No al sentito dire”

Onde evitare di incorrere in gravi problemi di salute, «non si può andare avanti con il sentito dire», ha ribadito Michele Maffei, presidente dell’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, consigliere nazionale Coni e medaglia d’oro olimpica e mondiale sciabola a squadre.

«Il progetto di fare dello sport, solidarietà, educazione e anche salute è fondamentale. L’importante  – ha precisato a Radiopiù Roma – è che venga seguito con una serie di professionisti ed esperti con le strutture adeguate per far si che non si facciano errori in buona fede o dei danni.

La progressività, la cautela, il rispetto del proprio fisico, significa anche avere molta pazienza e non le soluzioni in mano in poco tempo: dimagrimento, potenziamento, attività fisica, ciclismo, vanno seguite giorno per giorno con il medico di fiducia e vanno valutate sulla nostra esperienza diretta». Mai dunque affidarsi ai «personaggi che cercano con il fitness e attività nuove di proporre soluzioni magiche che non esistono».

Quando lo sport non educa, degenera

Così accade che quando lo sport non educa, degenera. E si incorre in fenomeni, difficili da estirpare, come la pratica del doping, in aumento soprattutto negli sport amatoriali. Cultura e convincimento dei propri mezzi sono gli strumenti in grado di arginarlo, ha sottolineato il procuratore capo della federazione ciclistica italiana, Giovanni Grauso.

A fargli eco Daniele Pasquini, presidente del comitato provinciale del Centro Sportivo Italiano che, per contrastare il fenomeno, ha avviato una collaborazione con Federfarma Roma.

sport e salute«Il problema del doping bisogna provare ad affrontarlo su due piani: quello dei controlli e quello delle sanzioni. – spiega ai nostri microfoni – Purtroppo questo piano riguarda solo la punta dell’iceberg del mondo dello sport perché coinvolge solo quello professionistico.

Il problema del doping si sta diffondendo soprattutto alla base. È un problema sommerso, e per il suo essere immerso nell’acqua, non lo si vede e lo si tende a trascurare.

Il mondo sportivo dilettantistico, giovanile, amatoriale oggi è sempre più pieno di doping. Bisogna far sì che i nostri ragazzi capiscano che attraverso lo sport possano raggiungere i loro obiettivi con le loro forza. Non si tratta di andare oltre i propri limiti come promette il doping ma si tratta di scoprire i propri limiti, lavorarci sopra, e spostarli con l’allenamento e il sacrificio.

Questa è secondo me la grande battaglia culturale che deve partire dal mondo delle famiglie, dal mondo delle società sportive di base, allenatori, dirigenti. Tutti insieme bisogna mettersi a testa bassa per cercare di cambiare questa cultura. Io dico che bisogna far sì che il doping sia messo fuori gioco dal punto di vista culturale».

CSI: La Notte dei Capitani

Esempio concreto è proprio la Notte dei Capitani l’evento targato CSI, in programma sabato 14 dicembre in via Montona.  Sarà chiesto a ciascun capitano di prestare il “giuramento del capitano”, di impegnarsi cioè  di fronte al proprio presidente di società e di fronte a tutta l’Associazione a dare testimonianza di lealtà, onestà, correttezza, fairplay dentro e fuori dal campo, verso i propri compagni e avversari, con se stesso e con gli altri.

sport e salute, la notte dei capitani

«Stiamo investendo tanto sulla formazione oltre che dei dirigenti e degli allenatori anche sui capitani delle squadre giovanili perché  – aggiunge Pasquini  – sono oggi, figure di leadership all’interno della squadra e probabilmente domani saranno i futuri allenatori, dirigenti delle società sportive.

Se i nostri capitani riusciranno a fare propri alcuni ideali, alcuni valori e li trasmetteranno ai propri sport e salute, polisportive giovanili salesianecompagni di strada, allora probabilmente possiamo guardare con ottimismo al futuro».

Gli altri appuntamenti della settimana

Le Polisportive giovanili salesiane organizzano per domenica 15 dicembre alle ore 10 il trofeo di atletica Amore a prima pista all’oratorio borgo don Bosco.

Sempre domenica, è in programma I torneo di Padel: il torneo che fa bene al cuore. A organizzarlo l’A.F.Ma.L., l’associazione con i Fatebenefratelli per i Malati lontani  a partire dal circolo Due Ponti club.

 

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